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La strada Berretta, nel suo tratto iniziale, dopo
avere attraversato tutto il Borgo, saliva la collina del Becchignolo passando
sotto la Porta della Mezzaluna e davanti al Forte S. Giovanni fatto costruire
dagli Spagnoli nel contesto del loro intento di fortificazione dell'intero
territorio. Tra il 1640 ed il 1644, le difese all'imbocco delle diramazioni
delle valli interne dei torrenti Pora ed Aquila, furono potenziate con
la realizzazione del Forte di S. Giovanni, che adattandosi al profilo
orografico naturale, inglobò l'antica torre medievale di raccordo delle
mura. I lavori si svilupparono lungo il crinale della collina, con la
costruzione di una tenaglia sul fronte meridionale, di cortine costituite
da una alta scarpa con cordolo di coronamento, basso parapetto soprastante
le garitte pensili.
Ulteriori interventi furono effettuati da Gaspare Berretta tra il 1674
ed il 1678. Il Castello servì poco alla Spagna, fu infatti abbandonato
nel 1700 e demolito parzialmente da Genova nel 1715 (il Forte era infatti
il doppio di quello attuale). Nel 1882 fu trasformato in carcere duro
femminile e fu dismesso completamente agli inizi del secolo XX. Dopo anni
di oblio, durante i quali la Fortezza fu trasformata in deposito e praticamente
abbandonata, nel 1984, la Soprintendenza ai Monumenti iniziò, sotto la
direzione della Dott.ssa Maria Di Dio, un restauro minuzioso e difficile
che ha riportato il Castello al suo originario splendore. Attualmente,
con la supervisione della Soprintendenza, è in fase avanzata di studio
una proposta di utilizzo dell'intero complesso da parte del Comune di
Finale Ligure, la Comunità Montana Pollupice e il Centro Storico del Finale,
allo scopo di far diventare il Castello un punto aggregazione culturale
e di vetrina per tutto il territorio circostante.
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